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Prima della partita al campo sportivo di Diamante, la dirigenza ha notato la mancanza dell'apparecchio e personale formato per il suo eventuale utilizzo. Per protesta, ha deciso di non disputare gare in futuro in assenza dello strumento

 

La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza alla società del Cetraro è stata versata domenica scorsa nel campo sportivo di Diamante, dove i calciatori biancocelesti hanno disputato la consueta partita di campionato di prima categoria. La società, prima del match, si è resa conto che in campo non erano disponibili né un defibrillatore automatico né il personale incaricato all'eventuale utilizzo, ma l'arbitro, dopo lunghe proteste, ha deciso di andare avanti. 

Il fatto ha scatenato le ire dei dirigenti cetraresi, tanto da decidere che al prossimo episodio simile, la squadra incrocerà le braccia e rinuncerà alla gara. «Sarà sempre così - fa sapere un dirigente della squadra di calcio cetrarese -. Abbiamo dato inizio a una battaglia civile, che porteremo avanti fino a quando tutti, ripeto, tutti i campi sportivi saranno dotati di defibrillatori. Qualunque sia il terreno di gioco, se non garantirà la sicurezza ai nostri ragazzi noi non giocheremo. Non possiamo fare appello alla sorte ogni volta, con la vita non si scherza. La legalità, oltretutto, è un percorso che passa prima di tutto attraverso lo sport e il rispetto delle regole non può essere considerato un optional».  

Strumenti indispensabili per salvare la vita

La mancata installazione del Dae (defibrillatore automatico esterno) viola infatti il decreto Balduzzi del luglio 2017, che all'articolo 1, in relazione alla dotazione e impiego dei defibrillatori in campo da parte delle società sportive dilettantistiche, impone «l’obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita» e persone debitamente formate all’utilizzo di tali dispositivi «durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive e attività agonistiche di prestazione organizzate dagli Enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche».

La dura presa di posizione arriva in concomitanza con il rinnovo societario del Cetraro calcio, che ha visto l'entrata di numerosi esperti e consulenti, i quali mirano a disputare un campionato competitivo e, perché no, a riportare la squadra agli antichi splendori, in nome e in ricordo di quella tradizione calcistica locale che per anni ha visto primeggiare la compagine biancoceleste. Possibilmente in tutta sicurezza. 

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